Cos’è, quali sono i suoi meccanismi neurofisiologici e le patologie correlate
PUNTI CHIAVE
- La Sensibilizzazione Centrale è una condizione in cui il sistema nervoso centrale diventa iper reattivo ai segnali corporei, aumentando il “volume” del dolore e riducendo l’efficacia dei normali sistemi di inibizione.
- È sostenuta dall’attivazione e dalla dis-regolazione di grandi reti cerebrali: Rete della Salienza, Rete del Dolore, Default Mode Network, Central Executive Network, Sistema Limbico, connessioni talamo–corticali, vie enterocettive e tessuto gliale.
- Nelle sindromi da sensibilizzazione centrale, stimoli lievi o neutri possono essere percepiti come molto dolorosi o estremamente fastidiosi (iperalgesia, allodinia, ipersensibilità multisensoriale).
- Le Cause sono multifattoriali: dolore persistente, stress cronico, ansia somatica, traumi psicologici, disfunzione del sistema nervoso autonomo, alterazioni neurochimiche e neuroinfiammazione mediata dal tessuto gliale.
- La sensibilizzazione centrale è implicata in diverse condizioni: fibromialgia, dolore muscoloscheletrico cronico, cefalee croniche, dolore pelvico, vulvodinia, cistite interstiziale, IBS, dispepsia funzionale, sindrome da fatica cronica e altre sindromi funzionali.
- Non esiste un singolo Esame diagnostico: il riconoscimento clinico si basa su dolore cronico, ipersensibilità sensoriale, presenza di più sindromi funzionali e assenza di danni organici sufficienti a spiegare il quadro.
- La Cura non è affidata a un solo farmaco ma a interventi integrati: farmaci mirati quando indicati, esercizio fisico adattato, tecniche mente-corpo, psicoeducazione, regolazione del sonno, gestione dello stress e – se necessario – interventi su alimentazione e microbiota. (Vd. Il “Percorso dei 5 Passi di TiAscolto”)
- Il Percorso dei 5 Passi di “Ti Ascolto” è un intervento innovativo per ridurre in modo efficace i sintomi delle Patologie Funzionali correlate alla Sensibilizzazione Centrale. Il percorso breve e personalizzato integra le tecniche non farmacologiche più evolute per la cura dei disturbi funzionali e psicosomatici quali: mindfulness, strategie comportamentali, autorilassamento e tracciamento
somatico per l’autoregolazione corpo-mente. A queste si aggiungono delle chiare linee guida proposte da specialisti nel campo dell’alimentazione, delle terapia fisica e dell’igiene del sonno. Con il supporto quotidiano e incontri settimanali con un professionista abilitato, ogni persona potrà seguire un percorso di benessere personalizzato che migliorerà la sua qualità di vita intervenendo su stress, dolore, fatica, gonfiore, prurito ed ipersensibilità viscerale. Il Percorso inoltre è stato progettato per integrarsi in modo sinergico anche con le eventuali terapie prescritte dal medico specialista, potenziandone gli effetti.
INDICE
Che cos’è la Sensibilizzazione Centrale
Meccanismi neurofisiologici della Sensibilizzazione Centrale
– Rete della Salienza (Salience Network)
– Rete del Dolore (Pain Network)
– Rete di Default (Default Mode Network, DMN)
– Sistema Inibitorio Discendente del dolore
– Prima Rete di Controllo (Central Executive Network, CEN)
– Rete Limbica ed emozionale (Sistema Limbico)
– Connessioni Talamo-Corticali
– Vie Enterocettive
– Tessuto Gliale e neuroinfiammazione
Patologie correlate alla Sensibilizzazione Centrale
FAQ sulla Sensibilizzazione Centrale
Fonti Bibliografiche
CHE COS’E’ LA SENSIBILIZZAZIONE CENTRALE
La Sensibilizzazione Centrale (SC) o Sindrome da Sensibilizzazione Centrale rappresenta con grande probabilità uno dei fenomeni neurofisiologici cardine implicati nell’insorgenza e nel mantenimento della fibromialgia.
Di seguito ne viene fornita una descrizione dettagliata per comprenderne i principali meccanismi e correlati cerebrali.
La Sensibilizzazione Centrale descrive una condizione in cui il Sistema Nervoso Centrale (cervello e midollo spinale) diventa iper-reattivo ai segnali corporei, portando da un lato a un aumento del volume del dolore e dall’altro a una riduzione dei meccanismi fisiologici di inibizione che normalmente lo regolano. Le cause della Sensibilizzazione Centrale (o Sindrome da Sensibilizzazione Centrale) derivano da una combinazione di stimoli prolungati dovuti ad una esposizione continuativa a dolore fisico, stress, ansia (in primis somatica), traumi psicologici a cui possono associarsi una certa predisposizione genetica, una attività ormonale anomala (rilascio eccessivo di cortisolo o di estrogeni nelle donne) che portano al fallimento dei sistemi di controllo centrali (spiegati in seguito).
I MECCANISMI NEURO-FISIOLOGICI DELLA SENSIBILIZZAZIONE CENTRALE
La Sensibilizzazione centrale coinvolge a livello fisiologico: la Rete della Salienza (salience network), la Rete del Dolore (pain network), la Rete di Default o in modalità predefinita (default mode network, DMN), la Prima Rete di Controllo (executive central network, CEN), la Rete Limbica ed emozionale, le connessioni Talamo-Corticali, il sistema inibitorio discendente del dolore, le vie interocettive ed il tessuto gliale nel modello spinale.
La Rete della Salienza (SN) è il circuito che individua e assegna priorità agli stimoli ritenuti più rilevanti o minacciosi per l’organismo. Le sue due aree di riferimento sono la:
- Corteccia insulare anteriore (AI): valuta l’intensità e la qualità soggettiva del dolore, integrando le sensazioni corporee con la consapevolezza di sé.
- Corteccia cingolata anteriore (ACC): collega il dolore alle componenti emotive e motivazionali (“questo fa male, devo fare qualcosa”).
Queste regioni orchestrano il passaggio tra lo stato di riposo (Rete di Default o Default mode network) e lo stato di attenzione e azione (Prima Rete di Controllo o Central Executive Network), decidendo quando il dolore deve entrare nella coscienza.
Nelle patologie correlate alla sensibilizzazione centrale (vd. Sotto) anche segnali corporei minimi o innocui vengono erroneamente interpretati dalla rete di salienza come rilevanti o minacciosi e quindi portati all’attenzione della rete del dolore, che ha invece il compito di elaborare e modulare l’esperienza dolorosa.
La Rete del Dolore (Pain Netwok PN) comprende:
- Il tronco encefalico e la sostanza grigia periacqueduttale (PAG), che regolano e modulano la trasmissione nocicettiva (cioè la percezione del dolore).
- La corteccia prefrontale dorsolaterale e mediale, che elabora l’esperienza del dolore nei suoi aspetti percettivi, cognitivi ed emotivi, attribuendole significato.
- Le aree somatosensoriali (S1, S2) ed il talamo, che partecipano alla localizzazione e alla codifica dell’intensità dello stimolo doloroso.
Nelle patologie correlate alla sensibilizzazione centrale (vd. Sotto) questa rete interpreta e modula i segnali corporei in modo eccessivo, amplificando l’esperienza dolorosa sia sul piano percettivo, sia su quello emotivo e cognitivo, contribuendo così al mantenimento del dolore cronico anche in assenza di un danno tessutale reale.
La rete di Default o Default Mode Network (DMN) è attiva principalmente quando l’organismo è a riposo in risposta ad attività mentali interne come il pensiero auto-riflessivo, la memoria autobiografica o la pianificazione del futuro. La rete si spegne quando si è impegnati in compiti specifici che richiedono attenzione focalizzata, come ad esempio risolvere un problema matematico, seguire una lezione e/o una conversazione.
La Rete di default o in modalità predefinita include quattro diverse aree cerebrali che cooperano tra loro durante lo stato di riposo:
- Corteccia cingolata posteriore (PCC): associata all’elaborazione di memorie autobiografiche e alla valutazione delle informazioni autoreferenziali.
- Corteccia prefrontale mediale (mPFC): coinvolta nell’elaborazione di informazioni relative al sé, alla riflessione interiore e alla valutazione delle intenzioni altrui.
- Corteccia parietale inferiore: che integra le informazioni sensoriali e spaziali, contribuendo a dare un senso coerente al nostro ambiente.
- Corteccia temporale mediale: essenziale per la memoria episodica e per il richiamo di esperienze vissute nel passato.
Come già indicato, la rete di default entra in azione al fine di regolare i processi cognitivi interni, in uno stato di riposo, mentre tende a silenziarsi quando il cervello è impegnato in compiti esterni che richiedono attenzione Nelle patologie correlate alla sensibilizzazione centrale (vd. Sotto) la rete di
default mostra una iperconnettività con la rete del dolore e con la rete di salienza portando ad una costante monitoraggio dei segnali corporei dando vita ad una vera e propria rimuginazione somatica, non permettendo così alla persona di distogliere la sua mente dal dolore provato quando si trova in uno stato di riposo.
Il Sistema Inibitorio Discendente è un insieme di vie nervose che scendono dal cervello al midollo spinale col fine di modulare il dolore o meglio abbassare la sua intensità. Esso è una sorta di freno del dolore del Sistema Nervoso Centrale (SNC) che si origina dalla Corteccia Prefrontale e dalla Corteccia Cingolata Anteriore passando per l’Amigdala e l’Ipotalamo (componente affettiva e
autonoma) fino al Mesencenfalo ed il Tronco Encefalico. Le regioni coinvolte sono la Sostanza Grigia Periacqueduttale, il Midollo Rostroventromediale ed il Focus Coeruleus. Queste inviano fibre discendenti che rilasciano serotonina e noradrenalina al corno dorsale del midollo spinale agendo sui neuroni deputati al dolore, inibendo o facilitando la trasmissione del segnale nocicettivo.
Il Sistema Inibitorio Discendente in una condizione di Sensibilizzazione Centrale diventa ipofunzionante ossia agisce in modo poco efficace o ancor peggio può invertire la sua funzione stimolando maggiormente le trasmissioni dolorifiche.
Nelle patologie correlate alla sensibilizzazione centrale (vd. Sotto) le disfunzioni a carico del Sistema Inibitorio Discendente conducono ad iperalgesia (dolore esagerato per stimoli lievi), allodinia (stimoli dolorosi in risposta a stimoli neutri (es. sfioramento, contatto abiti), dolore diffuso e fluttuante.
La Prima rete di controllo o Central Executive Network (CEN) ci permette di mantenere l’attenzione sul compito, tenere a mente le informazioni rilevanti e dirigere azioni e decisioni. Le sue aree cerebrali di riferimento sono la corteccia prefrontale dorsolaterale (DLPFC) e la corteccia parietale posteriore (soprattutto solco intraparietale/IPS e lobulo parietale superiore), con contributi dai campi oculari frontali (FEF) e la corteccia cingolata anteriore dorsale (dACC). La prima rete di controllo (CEN) è una specie di direttore di orchestra del controllo cognitivo, mantiene il focus attentivo, gestisce la memoria di lavoro, valuta alternative, cambia strategie in corsa, inibisce eventuali interferenze e distrazioni. La Prima rete di controllo (CEN) interagisce con la rete di salienza nel momento in cui quest’ultima individua un segnale rilevante, la prima rete lo analizza e ne organizza la risposta. Nel dolore, la Prima rete ha anche una funzione di “regolatore discendente” ossia è in grade di attenuare l’impatto dei segnali dolorosi in direzione top-down riducendo l’ingresso di questi ultimi, soprattutto quando questi non sono realmente pericolosi per l’organismo. Allo stesso modo riduce la salienza del dolore spostando l’attenzione su un altro focus oltre a rielaborare e cambiare il significato del dolore stesso a livello cognitivo.
Nelle patologie correlate alla sensibilizzazione centrale (vd. Sotto) si registra una ridotta funzionalità della prima rete di controllo, che non riesce a ridurre l’allerta costante nocicettiva proveniente dalla rete di salienza. Quest’ultima prende il sopravvento e da vita, attraverso la prima rete di controllo, ad una ipervigilanza cronica e ad una iper-focalizzazione attentava su stimoli dolorosi anche minimi, se non addirittura neutri. Questo a cascata porta anche ad un potenziamento della rete di default (DMN) che va a potenziare gli effetti di questa ipervigilanza attraverso ruminazione e forte referenzialità verso le percezioni seppur minime segnalate come fastidiose. Questo sia in uno stato attentivo (CEN) che a riposo (DMN) da parte del paziente fibromialgico.
La Rete Limbica ed emozionale detta anche Sistema Limbico è un insieme di aree corticali e sottocorticali all’interno del cervello (encefalo) che integrano emozioni, memoria, motivazione e risposte corporee. Nel contesto del dolore funziona come un “centro di interpretazione e modulazione” dedicando quanto uno stimolo è minaccioso e che reazione emotiva e fisiologica generare in sua risposta. Le componenti anatomiche principali del sistema libico sono:
Amigdala, elabora la paura, l’allerta e l’attribuzione emotiva del dolore, ossia definisce quanto è pericoloso lo stimolo percepito.
Ippocampo, rappresenta la memoria del dolore e tende a contestualizzarlo collegando quest’ultimo con esperienze vissute in precedenza
Corteccia cingolata anteriore (ACC) regola l’aspetto affettivo e motivazionale, definendo quanto sia disturbante e quanto sia il suo grande di tolleranza
Insula Anteriore e Posteriore, rappresentano il centro della interocezione ossia percepisce gli stati corporei interni come il battito cardiaco, la tensione muscolare, la frequenza respiratoria e li traduce in sensazioni soggettive, quindi l’interpreta in modo personale.
Corteccia orbitofrontale e prefrontale mediale integrano la cognizione con le emozioni valutando il significato del dolore provato e attivando strategie per il suo controllo
Ipotalamo e aree del tronco encefalico connettono le emozioni ed il corpo, regolando il sistema nervoso autonomo, il rilascio ormonale e la modulazione discendente del dolore.
La Rete Limbica o Sistema Limbico all’interno di una condizione di “Sensibilizzazione Centrale” vede una sua iperattivazione nell’elaborazione della componente emotiva del dolore. Questo porterà:
– l’amigdala ad “etichettare” il dolore come più minaccioso,
– l’insula anteriore si ipercorrette la rete di salienza facendo in modo che qualsiasi sensazione venga interpretata come importante ed urgente mentre infine
– la corteccia cingolata anteriore tende a potenziare l’effetto disturbante degli stimoli e ne riduce la tolleranza
– Le cortecce orbitofrontali e prefrontali risultano meno efficaci e dunque non riescono ad inibire le sensazioni minacciose provenienti dall’amigdala
– Sia l’insula che la corteccia cingolata anteriore tendono stimolati dall’ipotalamo a elaborare continuamente segnali viscerali come battito, tensione muscolare e respiro.
Nelle patologie correlate alla sensibilizzazione centrale (vd. Sotto), la Rete Limbica o Sistema Limbico in condizione di Sensibilizzazione Centrale contribuisce alla percezione di un dolore amplificato e fluttuante, senso di fatica e allerta costante, difficoltà cognitive soprattutto nella
concentrazione e fibrofog (annebbiamento), disturbi del sonno e dell’umore oltre ad una ipersensibilità multisensoriale con luci, odori, suoni che risultano fastidiosi (vedi ipercittabilità della Rete di Salienza).
Le Connessioni Talamo-Corticali rappresentano le vie di collegamento del talamo alla corteccia cerebrale. Il Talamo è la principale stazione di smistamento del cervello esso riceve input da tutti i sistemi dell’organismo (vd. visivo, uditivo, somatosensoriale, viscerale) inviandoli poi alle aree della corteccia corrispondenti. Il talamo non è solo un semplice nodo di trasmissione, ma esso filtra, amplifica, riduce e sincronizza gli stimoli contribuendo a determinare la soglia percettiva dell’individuo. Nell’ambito del dolore il talamo è parte dell’asse talamo-cortico-limbico sia gli aspetti sensoriali (dove e quanto fa male), affettivi (quanto mi disturba) e cognitivi (come lo interpreto) degli stimoli nocicettivi (dolorosi). Le principali vie talamo-corticali del dolore sono:
– la via spinotalamica che si origina dal midollo spinale e giunge all’area media e ventroposterolaterale del talamo, essa ha il compito di trasmettere segnali dolorosi e termici
– la via talamo-corteccia somatosensoriale (S1-S2) che si origina nel nucleo ventrale postero laterale del talamo fino ad arrivare alla corteccia somatosensoriale primaria (S1) e secondaria (S2), essa ha il compito di trasmettere segnali per localizzare e discriminare il dolore (dove si trova e quanto è doloroso)
– La via talamo-insula-corteccia cingolata che si origina dai nuclei mediali del talamo e giunge all’insula e alla corteccia cingolata, essa ha la funzione di trasmettere segnali per l’interpretazione affettiva ed emotiva del dolore (quanto mi coinvolge e pesa il dolore)
– La via talamo – corteccia prefrontale che si origina dai nuclei mediodorsali del talamo e arriva alla corteccia prefrontale, essa ha il compito di trasmettere segnali per il controllo cognitivo e la valutazione della minaccia dolorosa
Le Connessioni Talamo-Corticali nella condizione della “Sensibilizzazione Centrale”: – tendono a scaricare segnali elettrici anche in assenza di stimoli;
– riducono la funzione di filtraggio facendo passare anche segnali innocui che vengono interpretati come dolorosi;
– perdono la localizzazione del segnale originario dando vita ad una sensazione dolorosa diffusa e che tende a migrare in varie sedi
– potenziano la valenza emotiva del dolore provato
Nelle patologie correlate alla sensibilizzazione centrale (vd. Sotto) una alterata funzione delle connessioni talamo-corticali portano ad un dolore amplificato e diffuso, fatica per eccessiva attivazione talamica, senso di allerta costante, ipersensibilità sensoriale (suoni, odori, luci fastidiosi) e amplificazione emotiva del dolore provato.
Le Vie Enterocettive sono alla base dell’enterocezione o interocezione ossia la percezione degli stati interni del nostro corpo come il ritmo cardiaco, il respiro, la tensione viscerale, la fame, la sete, il dolore, la nausea, la temperatura corporea. Essa poggia su una rete neurale integrata che traduce segnali corporei in esperienze soggettive e che regola l’equilibrio fisiologico (omeostasi). Le Vie Enterocettive originano recettori viscerali e somatici profondi, a loro volta meccanici, chimici e termici, situati:
– nelle parete viscerale dello stomaco, dell’intestino, dei polmoni, del cuore, della vescica, dell’utero etc.
– ne vasi sanguigni come aorta, carotidi, vene cave superiori e inferiori etc
– nelle capsule di organi come reni e fegato
– nel peritoneo e nel mesentere
Dai recettori profondi le vie enterocettive arrivano al cervello attraverso due vie:
– la via vagale, è la principale via dell’intersezione viscerale lenta e modulante che si associa a tono vagale, sicurezza e calma corporea; si riferisce al nervo vago del sistema nervoso autonomo parasimpatico, qui i recettori di cuore, stomaco, polmoni, intestino e le fibre afferenti C non mieliniche si proiettano fino al nucleo del tratto solitario del tronco encefalico e da lì all’insula posteriore e anteriore e alla corteccia cingolata anteriore;
– La via spino-talamica, veicola l’aspetto affettivo e motivazionale come fastidio, peso, tensione; si origina da recettori viscerali e muscolari profondi che segnalano dolore, stiramento, ischemia (ridotto afflusso sanguigno) per poi passare per le lamine I e V del midollo spinale fino ad arrivare all’insula posteriore.
L’insula rappresenta la corteccia dell’enterocezione o interocezione. La sua parte posteriore riceve le afferenze da tutte le parti del corpo dando vita alla rappresentazione spaziale di quest’ultimo (somatotopia interna). La sua parte centrale integra il talamo e il sistema limbico. La parte anteriore elabora la percezione cosciente, ossia il sentirsi stanchi, agitati e la percezione del dolore fisico. Dall’insula e poi attraverso amigdala, corteccia cingolata e corteccia prefrontale l’enterocezione ( o interocezione) diventa emozione consapevole.
Diversi studi sostengono che le Vie Enterocettive in una condizione di “Sensibilizzazione Centrale” compartecipano alla comparsa dei sintomi legati a Colon Irritabile, Cistite Interstiziale e Dolore toracico non cardiaco, poiché subiscono una:
– ipersensibilizzazione delle vie ascendete, ossia le fibre c viscerale e muscolari sono iperattiva generando un flusso constante di segnali anche da stimoli leggeri o innocui;
– L’insula e il talamo potenziano la trasmissione portando una percezione eccessiva del corpo che risulta iperpresente ed ipersensibile;
– Il cervello viene tempestato da troppe informazioni inutili da organi e muscoli
– Iperattivazione dell’insula anteriore che aumenta la sua connettività con amigdala e la corteccia cingolata anteriore conducendo alla percezione di un dolore diffuso, fluttuante e con forte carico emotivo (sentirsi come svuotati, sempre in allerta)
Nelle patologie correlate alla sensibilizzazione centrale (vd. Sotto) le Vie Enterocettive conducono a un dolore viscerale fluttuante e diffuso, continua allerta con conseguente stato di ansia somatica oltre a senso di tensione interna e pesantezza.
Il Tessuto Gliale rappresenta tra il 50 e il 70% delle cellule che compongono il sistema nervoso centrale (SN dato da cervello e midollo spinale). Esso non presenta al suo interno neuroni, ma bensì astrociti (che regolano l’ambiente cellulare), microglia (rappresenta il sistema immunitario del SNC), oligondendrociti (formano mielina), le cellule di Schwann e le cellule satelliti (presenti nel Sistema nervoso periferico, riparano e sostengono i nervi periferici). In condizioni normali astrociti e microglia regolano le attività di base delle sinapsi (i punti di contatto e comunicazione fra neuroni) controllando la quantità di neurotrasmettitori (GABA, glutammato) nello spazio tra i neuroni, l’equilibrio ionico (Na⁺, K⁺, Ca²⁺) e la soglia di eccitabilità dei neuroni. Il Tessuto Gliale in una condizione di “Sensibilizzazione Centrale” tendono a rispondere in modo eccessivo a segnali di danno tessutale o dolore acuto rilasciando citochine proinfiammatorie (IL-1β, TNF-α, IL-6), producendo glutammato e acido nitrico e ancor più alterando la soglia dei neuroni nocicettivi (del dolore). Il potenziamento della trasmissione mediata dal glutammato e il rilascio del citochine iperattivano sia la rete di salienza che quella del dolore (vd. sopra) dando vita ad una ipereccitabilità neuronale.
Nelle patologie correlate alla sensibilizzazione centrale (vd. Sotto) il Tessuto Gliale attraverso l’ipereccittabilità neuronale porta a:
– una alterazione del ritmo sonno-veglia (in primis dovuta al rilascio di citochine proinfiammatorie vd. sopra),
– iperattivazione della risposta limbica dell’asse HPA quindi il rilascio del cortisolo (ormone dello stress)
– iperattivazione della Rete di Salienza e della Rete del Dolore con percezione amplificata del dolore il quale si manifesta anche in modo diffuso.
PATOLOGIE CORRELATE ALLA SENSABILIZZAZIONE CENTRALE
A seguire una lista delle patologie in cui la sensibilizzazione centrale rappresenterebbe una delle cause principali:
- Fibromialgia
- Sindrome miofasciale / dolore muscoloscheletrico cronico diffuso
- Low back pain cronico non specifico
- Cefalea tensiva cronica e emicrania cronica
- Dolore temporo-mandibolare (TMD)
- Dolore pelvico cronico
- Dolore Vulvare o Vulvodinia
- Prostatodinia
- Cistite Interstiziale / Sindrome della Vescica dolorosa
- Sindrome del dolore regionale complesso (CRPS)
- Sindrome dell’intestino irritabile (IBS)
- Dispepsia funzionale
- Sindrome da dolore toracico non cardiaco
- Disfunzioni sessuali dolorose (vaginismo, dispareunia)
- Prurito idiopatico cronico
- Sensibilità cutanea e allodinia tattile
- Sindrome da bruciore orale
- Allodinia termica e disestesia cutanea post-ansiosa
- Sindrome da stanchezza cronica (CFS/ME)
- Disturbi del sonno correlati a iperattivazione limbica
- Cefalea da abuso di farmaci
- Dolore persistente postchirurgico o post-traumatico (anche dopo guarigione dei tessuti) FAQ SENSIBILIZZAZIONE CENTRALE
- Che cos’è la sensibilizzazione centrale?
La sensibilizzazione centrale è una condizione in cui il sistema nervoso centrale (cervello e midollo spinale) diventa iper-reattivo ai segnali provenienti dal corpo. Questo porta a un aumento del volume del dolore e a una riduzione dei meccanismi naturali di controllo del dolore, con la conseguenza che stimoli normalmente lievi o neutri vengono percepiti come dolorosi o molto fastidiosi.
- Qual è il legame tra sensibilizzazione centrale e fibromialgia?
La fibromialgia è una delle principali condizioni in cui la sensibilizzazione centrale gioca un ruolo chiave. Nella fibromialgia il cervello e il midollo spinale amplificano il segnale del dolore e mantengono uno stato di allerta costante, favorendo sintomi come dolore diffuso, fatica, disturbi del sonno, ipersensibilità a suoni, luci e stimoli tattili.
- Quali patologie sono correlate alla sindrome da sensibilizzazione centrale? La sindrome da sensibilizzazione centrale non riguarda solo la fibromialgia. Può essere coinvolta anche in:
- sindrome miofasciale e dolore muscoloscheletrico cronico,
- low back pain cronico non specifico,
- cefalea tensiva ed emicrania cronica,
- dolore temporo-mandibolare (TMD),
- dolore pelvico cronico, vulvodinia, cistite interstiziale,
- sindrome dell’intestino irritabile (IBS) e dispepsia funzionale,
- sindrome da fatica cronica (CFS/ME),
- altre sindromi dolorose funzionali e condizioni di ipersensibilità sensoriale.
In tutte queste situazioni il problema principale non è un danno d’organo, ma il modo in cui il sistema nervoso elabora il dolore e gli stimoli corporei.
- Quali sono i sintomi della sensibilizzazione centrale?
I sintomi della sensibilizzazione centrale possono includere:
- dolore diffuso, fluttuante e migrante, anche senza lesioni evidenti;
- iperalgesia (dolore esagerato rispetto allo stimolo),
- allodinia (dolore a stimoli non dolorosi, come un lieve tocco o pressione dei vestiti), • ipersensibilità a suoni, luci, odori, temperatura,
- stanchezza intensa e continua,
- disturbi del sonno,
- nebbia cognitiva (fibro-fog) con difficoltà di concentrazione e memoria, • sensazione di un corpo in tensione o in allerta costante.
Spesso questi sintomi si sovrappongono a quelli di altre sindromi funzionali.
- Da cosa è causata la sensibilizzazione centrale?
Le cause della sensibilizzazione centrale sono multifattoriali. Possono contribuire: • esposizione prolungata a dolore fisico,
- stress cronico, ansia somatica e traumi psicologici,
- disfunzioni del sistema nervoso autonomo (iperattivazione simpatica, ridotto tono vagale), • alterazioni dei neurotrasmettitori (serotonina, noradrenalina, glutammato), • iperattivazione della rete di salienza, rete del dolore, sistema limbico, • attivazione del tessuto gliale e processi neuroinfiammatori,
- fattori genetici ed epigenetici e, in alcuni casi, alterazioni del microbiota intestinale.
Insieme, questi elementi portano il sistema nervoso a interpretare e amplificare in modo eccessivo i segnali corporei.
- Come viene diagnosticata la sensibilizzazione centrale?
Non esiste un esame unico (del sangue o strumentale) che “dimostri” la sensibilizzazione centrale. La diagnosi si basa su:
- presenza di dolore cronico diffuso o localizzato,
- ipersensibilità a stimoli sensoriali,
- coesistenza di sindromi funzionali (fibromialgia, IBS, cefalea, vulvodinia, ecc.), • assenza di altre patologie che spieghino il quadro clinico.
Il medico valuta la storia clinica, i disturbi riferiti, eventuali esami già eseguiti e la presenza di più sintomi riconducibili a una sindrome da sensibilizzazione centrale.
- La sensibilizzazione centrale si può curare?
Si, ma non si “spegne” con un solo farmaco, ma è possibile ridurre la sensibilizzazione centrale e migliorare in modo significativo sintomi come dolore, fatica e ipersensibilità. Le strategie più efficaci combinano:
- farmaci mirati (quando indicati),
- interventi non farmacologici (esercizio fisico adattato, tecniche mente-corpo, tracciamento somatico, mindfulness),
- psicoeducazione e supporto psicologico,
- regolazione del sonno, gestione dello stress e, se necessario, interventi su alimentazione e microbiota.
L’obiettivo è modulare il sistema nervoso, migliorando la qualità della vita nel lungo periodo. Il “Percorso dei 5 Passi di Ti Ascolto” sintetizza al meglio le attività sopraindicate ad esclusione della terapia farmacologica che risulta esclusiva del medico specialista o di famiglia.
- Che ruolo hanno mente ed emozioni nella sensibilizzazione centrale?
Nella sensibilizzazione centrale sono coinvolte anche le aree cerebrali che regolano emozioni, memoria e risposta allo stress (sistema limbico). Per questo dolore, ansia, umore e sensazione di “allerta” sono strettamente intrecciati. Questo non significa che il dolore sia puramente psicologico, ma che corpo e cervello lavorano insieme. A tal fine intervenire su stress cronico, traumi non elaborati e regolazione emotiva può contribuire a ridurre l’intensità dei sintomi.
- Perché si parla di ipersensibilità multisensoriale nella sensibilizzazione centrale? La sensibilizzazione centrale non riguarda solo il dolore, ma anche il modo in cui il cervello elabora suoni, luci, odori, temperatura, stimoli tattili. Il sistema nervoso non riesce a “filtrare” il rumore di fondo e amplifica tutti gli input sensoriali, con la conseguenza che la persona si sente sopraffatta da stimoli che per altri sono neutri o lievi. Questo fenomeno è tipico sia della fibromialgia sia di altre sindromi da sensibilizzazione centrale.
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